Guida pratica su come proteggere la casa dai ladri con gli infissi antieffrazione

Il problema della sicurezza è sempre in primo piano, in ogni epoca e città.

I malintenzionati spesso prendono di mira le abitazioni che si trovano nei contesti più isolati, ma entrano di frequente anche all’interno dei condomini dei centri più grandi, dopo aver studiato le abitudini dei residenti e individuato i punti deboli degli appartamenti.

Se ti preoccupa l’incolumità tua e dei tuoi familiari, e ti stai domandando come proteggere la casa dai ladri, sappi che quello che puoi fare è iniziare ad adottare una serie di accorgimenti che fungono da deterrente per scoraggiare l’ingresso di ospiti indesiderati.

In questo articolo confronteremo in particolare alcune soluzioni che potranno aiutarti a sentirti più al sicuro tra le mura domestiche.

Come proteggere la casa dai ladri con deterrenti efficaci

Illuminare gli esterni e installare porte blindate è il primo passo per proteggere la casa dai furti.

Se stai pensando di installare un allarme, sappi che si tratta di un sistema che i ladri riescono ad aggirare facilmente, semplicemente staccando la corrente.

Può capitare poi che i sistemi di allarme alle finestre scattino anche quando non vi è un real pericolo, costringendoti a intervenire per disattivarli. Quindi, come proteggere la casa dai ladri in modo davvero efficace?

Le finestre, insieme alle porte, sono le principali vie di accesso e di fuga dei malviventi. Se non hai voglia di posizionare delle antiestetiche grate, la strategia migliore può essere quella di installare degli infissi antieffrazione e se lo desideri anche delle persiane blindate, le quali sono però risultano efficaci solo quando chiuse.

Gli infissi antieffrazione sono progettati per essere delle barriere efficaci contro i tentativi di scasso, per forzarli servono in media 20-25 minuti, contro i 4-5 necessari per forzare una finestra tradizionale.

Il fattore tempo, tuttavia, gioca un ruolo fondamentale nel determinante il successo di un tentativo di furto, davanti a un infisso antieffrazione è quindi molto probabile che il ladro decida di abbandonare l’impresa.

Quali sono i migliori infissi blindati?

In commercio puoi trovare diversi infissi antieffrazione con vetri antisfondamento che si differenziano per la classe di resistenza.

Non tutti, quindi, offrono le stesse garanzie e si differenziano per la capacità di resistenza ai tentativi di scasso. Uno dei migliori modelli antieffrazione è la finestra Sekur di Schulz che puoi trovare presso gli showroom StoreLab.

Gli infissi della Linea Sekur sono certificati RC3, una classe che indica l’elevata capacità di resistere ai tentativi di scasso in base a prove effettuate con l’utilizzo dei più comuni attrezzi utilizzati dai ladri. Sekur vanta, inoltre:

  • vetri stratificati 44.6 che indica una categoria di resistenza allo scasso P5A;
  • una ferramenta a nastro di sicurezza montata perimetralmente su tutti e quattro i lati della finestra, sull’anta mobile e su quella semifissa;
  • nottolini antistrappo inseriti su riscontri in acciaio avvitati sul rinforzo del telaio.

Vieni a scoprire Sekur presso gli showroom StoreLab, oppure contattaci se vuoi avere ulteriori informazioni su come proteggere la casa dai ladri.

Come orientarsi tra i vari tipi di porte per interni per minimizzare l’ingombro dell’anta

Le case moderne sono decisamente più piccole rispetto a quelle del passato.

Oggi, infatti, è raro trovare famiglie numerose che abbiano necessità di disporre di ampi spazi e, anche in presenza di due o tre figli, si preferisce optare per abitazioni di modeste dimensioni, dove gli ambienti però sono ben distribuiti.

In questi contesti, tutto deve essere ben organizzato e per guadagnare centimetri preziosi sono stati progettati diversi tipi di porte per interni con meccanismi di apertura e chiusura meno ingombranti rispetto alla classica anta a battente.

Se un tempo le porte salvaspazio erano utilizzate per lo più in ambienti di servizio, oggi possiamo scegliere tra più tipologie di porte interne finemente decorate che ben si adattano anche alle case più chic, per separare le stanze, ma anche per realizzare eleganti cabine armadio.

Vediamo quindi quali sono i modelli di porte per interno salvaspazio più diffusi.

Ecco quanti e quali tipi di porte per interni esistono

Le porte con anta a battente sono le più diffuse, ma come accennato, per far fronte alle nuove esigenze di spazio possiamo trovare oggi in commercio diversi tipi di porte per interni che si differenziano per il meno ingombrante sistema di apertura e chiusura. Eccone alcuni:

  • Porta a libro: l’anta è composta da più pannelli pieghevoli che si sovrappongono spostandosi a destra o a sinistra, andando quindi a impacchettarsi solo su un lato.
  • Porta rototraslante: sembra una normale porta a battente, ma si differenzia da questa per l’apertura dell’anta che, sfruttando un meccanismo a perno, ruota su se stessa e si può aprire in entrambi i sensi.
  • Porta scorrevole: tra i diversi tipi di porte per interni salvaspazio è senza dubbio quella più conosciuta. Il meccanismo di apertura scorre su un binario e può essere scorrevole a scomparsa quando l’anta rientra nel muro, oppure scorrevole a filo muro quando l’anta, aprendosi, scorre di lato posizionandosi parallelamente a una o due pareti.

Quale modello di porta fa al caso tuo?

Non riesci a decidere se sia meglio optare per una porta a libro o rototraslante?

In entrambi i casi, considera lo spazio che hai a disposizione: se vuoi un’apertura totale puoi orientarti per una porta rototraslante o a scomparsa, altrimenti puoi installare una porta a libro.

Se ancora non riesci a decidere, la cosa migliore che puoi fare è richiedere un consiglio tecnico: rivolgendoti allo staff di StoreLab puoi trovare dei consulenti esperti pronti a suggerirti il modello di porta più adatto.

Nel nostro catalogo trovi, in particolare, una vasta scelta di porte da interno dei migliori marchi tra cui Dierre, DoorArreda e Scrigno.

Vieni a trovarci presso i nostri showroom, oppure contattaci se vuoi avere maggiori informazioni!

Ringhiera o vetro: come fare la scelta giusta per la tua casa o per il tuo ufficio

Devi ristrutturare una scala interna o il parapetto del balcone e sei alle prese con la scelta dei materiali?

Sei indeciso tra la classica ringhiera o il vetro? Le opzioni sono entrambe valide: ringhiera e vetro sono entrambi materiali sicuri, solidi e duraturi; a far propendere per uno dei due sono una serie di considerazioni estetiche e costruttive.

La prima cosa da considerare è il contesto in cui dovrai inserire il nuovo parapetto. Se l’abitazione è in stile rustico oppure old style, un parapetto in acciaio o in ferro battuto sarà probabilmente la soluzione che meglio può adattarsi all’ambiente; al contrario, se la casa è moderna e minimalista, il vetro si rivela il materiale più indicato.

Premesso ciò, vediamo quali sono i pro e i contro delle due opzioni e gli elementi da valutare per fare la scelta giusta.

Ringhiera o vetro: quali sono pro e contro?

Il vetro per i parapetti interni ed esterni è molto diffuso nelle abitazioni moderne. Ecco le caratteristiche principali di entrambi i materiali a confronto:

  • Parapetto in vetro: la leggerezza e la trasparenza rendono questo materiale particolarmente versatile, capace quindi di adattarsi alla perfezione in vari contesti. Dalle abitazioni private agli uffici, il vetro viene scelto perché massimizza il passaggio della luce naturale; è quindi perfetto in una casa buia, ma anche per realizzare un balcone panoramico. Nella versione temperata e scegliendo lo spessore giusto per i parapetti interni ed esterni, è anche solido e resistente sia agli urti che alle variabili termiche. Altro innegabile vantaggio è che il vetro si pulisce facilmente perché non assorbe impurità e umidità.
  • Ringhiera in acciaio e ferro battuto: permettono di realizzare strutture versatili, adatte ad ogni contesto. Questi materiali vengono impiegati in ambito edilizio già da molti anni per la loro durevolezza e per la loro resistenza; si possono forgiare ringhiere personalizzate, perfette anche sui balconi di edifici storici. Rispetto al vetro richiedono però maggiore manutenzione: possono arrugginirsi, anche se opportunamente trattati, e periodicamente potrebbe essere necessario riverniciarli.

Come fare la scelta giusta? Affidati all’esperienza di StoreLab

Se sei ancora indeciso tra ringhiera o vetro, considera anche che, se devi realizzare dei parapetti di grandi dimensioni, optando per il vetro ottieni una maggiore e migliore continuità spaziale.

In ogni caso, se hai ancora dei dubbi, se devi realizzare una scala interna e vuoi ricevere un consiglio tecnico, puoi rivolgerti a noi di StoreLab.

I nostri clienti possono contare su un servizio di consulenza professionale che prevede un’assistenza completa, dalla consulenza all’individuazione dei prodotti, fino ai servizi di progettazione e installazione.

Vorresti avere maggiori informazioni? Contattaci, il nostro staff è a tua disposizione!

Caratteristiche e funzionalità: perché i vetri antisfondamento sono sicuri?

Hai paura dei ladri e ti stai domandando se i vetri antisfondamento sono sicuri, oppure se è necessario ricorrere ad altri sistemi di protezione?

I vetri antisfondamento si caratterizzano per avere, rispetto ai vetri comuni, una maggiore resistenza agli urti.

Questo è possibile perché la superficie vetrata è sottoposta a un processo di stratificazione che fa aderire più lastre compattandole insieme e unendole grazie a una pellicola che rinforza la struttura e la rende più solida.

Proprio per questo, i vetri antisfondamento sono sicuri per le persone: se vengono colpiti da un oggetto in modo violento i frammenti aderiscono alla pellicola interna evitando di separarsi e quindi senza correre il rischio di ferire qualcuno.

I vetri antisfondamento sono resistenti alle effrazioni?

In base alla norma EN 356Prove e classificazione di resistenza contro l’attacco manuale”, i vetri possono essere classificati in base alle loro proprietà antieffrazione e vengono individuate 8 diverse classi, risultato di due diversi tipi di prove per definire i vetri che resistono agli atti di vandalismo e alle effrazioni.

  • Vetri anti-vandalismo: i vetri delle classi da P1A a P5A (le prime 5) sono quelli che sono stati sottoposti alla resistenza di una caduta di una sfera di acciaio del peso di 4.11 kg, che con l’impatto non è riuscita ad attraversare la superficie vetrata. Il vetro P1A è il meno resistente, il P5A è il più resistente.
  • Vetri anti-effrazione: i vetri delle classi da P6B a P8B vengono sottoposti alla prova dell’ascia, utilizzata per provare a creare un’apertura sferzando un numero stabilito di colpi. Si utilizza un’ascia di 2 kg in acciaio fucinato. Le tre classi, dalla P6B alla P8B, attestano in ordine crescente il livello di prestazione e resistenza del vetro.

Un vetro antisfondamento installato su un infisso antieffrazione assicura elevati standard di sicurezza contro i tentativi di intrusione e protegge anche dagli infortuni in caso di rottura.

Ecco quando installare infissi con vetri antisfondamento

La scelta di installare infissi con vetri antisfondamento è dettata da due esigenze: proteggere la casa da possibili intrusioni e prevenire gli incidenti domestici.

Tali esigenze si riscontrano nelle abitazioni più isolate, dove è maggiore il rischio di furti, ma anche negli appartamenti dove vivono dei bambini visto che i vetri antisfondamento sono sicuri perché non perdono frammenti se si rompono.

I vetri antisfondamento, dello spessore giusto, vengono anche utilizzati in altri ambiti, ad esempio per realizzare parapetti per scale interne o balconi.

Dove trovare le soluzioni migliori per proteggere la tua casa?

Adesso sai che i vetri antisfondamento sono sicuri e più resistenti dei classici vetri, ma da soli non bastano a garantire una protezione efficace contro i tentativi di intrusione.

Particolarmente importante è infatti la scelta dell’infisso che deve vantare un'elevata classe di resistenza antieffrazione.

Presso gli showroom di StoreLab puoi trovare diversi modelli di infissi antieffrazione dotati di vetri antisfondamento che coniugano elevate prestazioni tecniche ad un’estetica senza eguali.

Un esempio sono gli infissi in alluminio Schüco certificati nella Classe 4 di resistenza (vanno da 1 a 6), in quanto capaci di resistere ai tentativi di scasso con strumenti come mazze, asce, scalpelli e trapani.

Vorresti avere maggiori informazioni o ricevere un consiglio tecnico? Il nostro staff è a tua disposizione per aiutarti a trovare i prodotti che fanno al caso tuo: contattaci!

Guida all’acquisto: ecco come orientarsi tra i diversi materiali per porte interne

Le porte interne sono elementi che non possono mancare all’interno di un’abitazione. Oltre a svolgere la funzione pratica di separare gli ambienti e assicurare privacy nelle stanze, sono fondamentali per definire lo stile generale della casa.

A tal proposito assume particolare rilevanza la scelta dei modelli e dei materiali per le porte interne, insieme alla loro tipologia di apertura.

Se un tempo il legno era il materiale principale per la realizzazione delle porte, oggi il mercato offre varietà di scelta per quanto riguarda i materiali per le porte interne.

Vorresti saperne di più? Vediamo quali sono i principali materiali che vengono utilizzati per realizzare porte interne di qualità e come puoi capire qual è quello più indicato per la tua abitazione.

Quali sono i migliori materiali per le porte interne

I materiali per le porte interne possono essere diversi. Per definire quale sia il migliore devi considerare le esigenze specifiche della tua abitazione e ovviamente devi anche tenere conto dei tuoi gusti personali.

Ecco, quindi, quali sono i principali materiali che vengono utilizzati per realizzare le porte interne:

  • Legno massello: è il materiale più classico, apprezzato per la sua bellezza naturale, per la resistenza e per la durata nel tempo. Puoi trovare porte in legno realizzate in una vasta gamma di finiture, venature e colori, perfette in ogni ambiente e in ogni stile di arredo.
  • MDF (Medium Density Fibreboard): il pannello della porta viene realizzato in un materiale composito di legno e resine. Rispetto al legno massello è più economico, pur assicurando un’estetica simile. Può essere dipinto o lavorato facilmente, ma è meno resistente a urti e graffi e non è indicato negli ambienti umidi.
  • Legno impiallacciato: la porta viene realizzata in MDF o in truciolare e rivestita da un sottile strato in legno massello. La resa estetica è quindi simile a quella del legno, ma la superficie è meno resistente ai graffi. Il rapporto qualità-prezzo è ottimo.
  • PVC: oltre che per la realizzazione degli infissi, il PVC è un materiale plastico utilizzato anche in altri ambiti come per la realizzazione delle porte interne. Le porte in PVC si trovano spesso negli edifici pubblici come ad esempio negli ospedali, perché sono resistenti e semplici da pulire, ma sempre più spesso vengono scelte anche in ambito residenziale. Il PVC può essere verniciato di diversi colori, anche effetto legno, ed è un materiale economico.
  • Alluminio: le porte in alluminio sono leggere e resistenti, perfette nelle case dallo stile moderno e industriale; molto spesso si sceglie questo materiale per realizzare porte scorrevoli o filo muro.
  • Vetro: le porte in vetro separano gli ambienti, senza dividerli a livello visivo. Possono anche essere decorate e sono ideali nelle case buie per favorire il passaggio di luce.

Dove trovare una vasta scelta di porte da interno di qualità?

Come abbiamo visto, i materiali delle porte interne sono diversi e rispondono a differenti gusti ed esigenze. Nel catalogo di StoreLab puoi trovare una vasta scelta di porte da interno realizzate in diversi materiali e con differenti sistemi di apertura e chiusura.

Le nostre porte sono firmate da grandi aziende del settore come Dierre e DoorArreda, che propongono porte classiche o moderne, personalizzabili nei colori, nei dettagli e nelle finiture.

Vieni a trovarci presso il nostro showroom: troverai dei consulenti esperti in arredo di interni pronti a consigliarti le porte da interno che meglio rispondono alle tue esigenze. In alternativa, contattaci per avere maggiori informazioni!

Quali sono le cause della formazione di condensa sulla porta blindata e come intervenire

Hai notato della condensa sulla superficie della tua porta blindata? Se ti stai domandando quale possa essere il motivo e cosa fare per risolvere il problema, troverai le risposte che cerchi in questo articolo.

La formazione di condensa sulla porta blindata è un fenomeno abbastanza comune, che si verifica soprattutto nei mesi freddi. La condensa appare quando l’aria calda e umida dei luoghi interni incontra una superficie fredda, come può essere quella di una porta con affaccio sull’esterno, e si formano quindi delle piccole gocce di acqua.

Anche se si tratta di un evento naturale, non si deve sottovalutare la comparsa della condensa perché la sua presenza contribuisce a creare un ambiente caldo-umido favorevole alla formazione di muffe che possono essere dannose per la salute.

L’umidità, inoltre, danneggia le pareti e la stessa porta: compaiono delle macchie sulle superfici e i materiali si deteriorano.

Oltre alla differenza di temperatura, le cause della condensa possono essere riconducibili alla scarsa ventilazione degli ambienti o alla mancanza di isolamento termico della porta blindata, ma anche alla tipologia di materiali con cui è stata realizzata la porta.

La condensa si forma su tutti i modelli di porta blindata?

Sulla porta blindata, la condensa si forma generalmente sui profili che non sono ben isolati e che sono realizzati con materiali conduttori.

È il caso di una porta blindata con telaio in ferro, che viene installata in un’abitazione ben isolata. La superficie della porta diviene punto di contatto tra la temperatura calda dell’interno e quella fredda dell’esterno: la formazione di condensa è quindi scontata.

Quando si acquista una porta blindata, oltre a considerare la sua classe di sicurezza, bisogna valutare anche il suo livello di efficienza energetica.

Per capire qual è la sua capacità isolante si può fare riferimento all’indice di trasmittanza riportato sulla scheda tecnica del prodotto, un valore che esprime la quantità di calore che riesce a passare attraverso uno specifico materiale, spostandosi da un ambiente caldo a uno freddo.

I valori medi delle porte blindate si assestano intorno agli 1,5 W/(m²K). Tale valore deve però essere soppesato con attenzione, perché è il risultato di una media tra il valore di trasmittanza dell’anta della porta e quello della cornice o telaio.

Ad influenzare maggiormente il dato è il valore di trasmittanza della superficie della porta, che è più ampia di quella del telaio.

Questo significa che in corrispondenza della cornice/telaio potrebbe verificarsi un maggiore scambio termico; si tratta di un punto debole che nella media complessiva del valore di trasmittanza viene preso in poca considerazione.

Il risultato è che la porta blindata è nel suo complesso capace di isolare bene l’ambiente, ma può presentare una disparità di capacità isolante, motivo da cui può scaturire la formazione di condensa a livello del telaio.

Come risolvere il problema di condensa sulla porta blindata

Se vuoi risolvere definitivamente il problema di condensa che si forma sulla tua porta blindata, la soluzione è optare per un profilo con ottime capacità isolanti, sia a livello della superficie che del telaio.

Interventi tampone come provare a isolare il telaio con delle coperture, l’applicazione di pannelli o l’uso di schiume isolanti si rivelano infatti poco efficaci.

I modelli di porte blindate Sleek Out e Synergy Out dell’azienda Dierre sono stati studiati per rispondere ad alti livelli di sicurezza e di efficienza termica.

Oltre ad avere pannelli isolanti, sono infatti dotati di telai a taglio termico con una trasmittanza fino a 1,0 W/(m²K), che supera quindi i 7 W/(m²K) di un comune telaio in acciaio.

Queste elevate capacità isolanti scongiurano l’odiosa formazione di condensa sulla porta blindata.

Puoi trovare le porte blindate Dierre, e anche altri modelli delle migliori aziende, presso lo showroom di StoreLab. Il nostro staff è a tua disposizione per consigliarti al meglio: contattaci!

Consigli di stile: quando è meglio che il battiscopa sia diverso dalle porte o uguale?

Il battiscopa può essere diverso dalle porte, oppure è meglio che sia abbinato?

Una delle fasi più delicate, quando si ristruttura un appartamento, è la scelta delle finiture, che rappresentano elementi stabili e sono pertanto destinate a definire l’aspetto estetico dell’abitazione per gli anni a venire.

Il battiscopa è una fascia protettiva che viene posizionata nel punto in cui le pareti incontrano il pavimento e si trova quindi in tutta la casa.

Individuare la giusta combinazione tra battiscopa, porte e pavimento, considerando colori e materiali, non è affatto semplice.

Vediamo quindi quali sono i criteri per scegliere questo importante elemento e per capire se il battiscopa può essere diverso dalle porte oppure se è meglio sceglierlo uguale.

È meglio il battiscopa come il pavimento o come le porte?

A livello teorico, il battiscopa dovrebbe essere dello stesso materiale e colore del pavimento, o di una tonalità poco più chiara o poco più scura; nei fatti, questo non è però sempre possibile.

Le moderne tendenze di arredo consentono di associare un battiscopa chiaro a un pavimento scuro e viceversa. Il colore bianco del battiscopa viene spesso scelto quando è necessario spezzare due colorazioni (del pavimento e della parete) che sono poco abbinabili, come ad esempio una parete grigia e un pavimento color legno.

Per quanto riguarda le porte, il battiscopa dovrebbe essere quanto più possibile della stessa tonalità, specialmente se parliamo di porte in legno.

Negli arredi in stile classico rappresenta un importante elemento decorativo e può avere dimensioni anche abbastanza grandi.

Negli ambienti più moderni si può optare invece per un battiscopa filo muro, oppure per un modello tinteggiabile, che può essere dipinto dello stesso colore del muro. In linea generale:

  • Un battiscopa identico alle porte, per colore, stile e materiale, dona un effetto armonioso e omogeneo in tutta la casa. Questo abbinamento, che premia la continuità visiva, viene scelto soprattutto negli ambienti classici o tradizionali.
  • Un battiscopa diverso dalle porte, sia nei colori che nei materiali, può invece essere una scelta consapevole per inserire un elemento di design che dona carattere all’ambiente. È, ad esempio, il caso degli stili di arredo moderni in cui si gioca con i materiali e si prediligono i contrasti.

Quale modello e colore di battiscopa scegliere per i tuoi ambienti?

Sei indeciso tra un battiscopa diverso dalle porte, oppure identico?

Rivolgendoti a StoreLab per l’acquisto delle tue nuove porte, puoi usufruire di una consulenza preliminare gratuita per valutare il luogo di installazione prima del montaggio.

I nostri esperti possono consigliarti vari tipi di finiture per porte da interno e diversi abbinamenti tra porte e battiscopa, in considerazione dello stile della tua casa e tenendo conto dei tuoi gusti.

Nel nostro catalogo puoi trovare una vasta scelta di porte di qualità; la nostra azienda collabora infatti con grandi marchi del settore come Dierre e DoorArreda.

Vieni a trovarci presso il nostro showroom, oppure contattaci per avere maggiori informazioni!

Ecco quanti tipi di cerniere per porte esistono e come scegliere il modello più adatto

Devi acquistare nuove porte per la tua casa? Oltre a valutare materiale, colori, finiture e maniglie, per avere dei serramenti perfetti dal punto di vista funzionale dovrai valutare un altro elemento: le cerniere.

Spesso sottovalutate, in quanto meno visibili, le cerniere delle porte rivestono invece una grande importanza in quanto sorreggono l’intera struttura, fissando il pannello al telaio.

Senza le cerniere non sarebbe possibile la rotazione dell’anta durante il movimento di apertura; proprio per via di questa funzione vengono anche chiamate “cardini”.

Esistono diversi tipi di cerniere per porte, generalmente vengono realizzate in acciaio, ottone o inox, e sono tutte composte da tre parti essenziali:

  • la cerniera fissa incastrata nel telaio;
  • un cardine che fa da perno;
  • il battente a supporto dell’anta mobile.

La scelta tra i diversi tipi di cerniere per porte non è semplice, ma va effettuata con cura.

Infatti, accostare una cerniera scadente o poco adatta ad una porta di qualità ne compromette la durata nel tempo e la corretta funzionalità. Vediamo quindi quali sono le principali tipologie sul mercato e come individuare il modello giusto.

Quanti tipi di cerniere per porte esistono?

È possibile distinguere, in base alle caratteristiche, diversi tipi di cerniere per porte:

  • Cerniere anuba: sono le più comuni e le vediamo spesso sulle porte in legno. Si compongono di due elementi cilindrici maschio-femmina e due perni filettati che vengono inseriti nell’anta e nel telaio. Sono visibili sia dall’interno che dall’esterno dell’infisso. Sono facili da installare, ma esteticamente poco adatte in ambienti moderni o minimalisti.
  • Cerniere a scomparsa: si nascondono dentro il telaio, sono quindi il modello perfetto per le porte a filo muro. Volendo optare per un’integrazione totale con la porta, si può scegliere una cerniera dello stesso colore dell’anta.
  • Cerniere a bilico (o Pivot): consentono un’apertura a 360°. Sono perfette per un open space o in un ambiente ampio dove si vogliono eliminare le interruzioni visive.
  • Cerniere a molla: hanno un meccanismo che permette alla porta di chiudersi automaticamente.
  • Cerniere a nastro: sono utilizzate in ambito industriale perché sono molto robuste e possono supportare un pesante carico.
  • Cerniere di sicurezza: sono studiate per garantire maggiore protezione in caso di tentativi di intrusione.

Come scegliere il modello di cerniera per porte che fa al caso tuo

La prima cosa che devi considerare quando valuti una cerniera per porta è il suo peso.

In genere le cerniere adatte sono consigliate nella scheda tecnica della porta, ma se devi sostituire la cerniera di una porta già esistente dovrai essere in grado di individuare il modello che si adatta meglio.

Il peso della cerniera deve essere rapportato a quello della porta; dovrai quindi optare per un modello robusto se, ad esempio, la porta è in legno massello.

Vanno poi considerate la lunghezza e la larghezza della porta per determinare il numero di cerniere necessarie, e anche la frequenza di utilizzo che potrebbe rendere preferibile una cerniera più resistente all’usura.

Per riconoscere le cerniere di qualità, controlla le certificazioni: sono quelle che rispettano gli standard CE e che sono realizzate in base ai parametri della normativa EN1935.

Tale normativa fornisce anche importanti indicazioni per capire quali e quante cerniere acquistare: devono essere distanziate tra loro di 154 cm e devono essere garantite per 200.000 cicli di apertura.

Se ti affidi ad un rivenditore serio e affidabile come StoreLab, hai la garanzia di avere solo porte da interno con cerniere certificate.

Nel catalogo di StoreLab puoi trovare una vasta scelta di porte da interno firmate da grandi aziende del settore come Dierre e DoorArreda, personalizzabili nei colori, nelle finiture e nei dettagli.

I nostri consulenti sono a tua disposizione per consigliarti al meglio, anche sulla scelta delle cerniere: vieni a trovarci, oppure contattaci!

Spessore del vetro per parapetti: cosa dice la normativa e come individuare quello più adatto

Sempre più popolari nell’architettura moderna e anche nell’interior design, i parapetti in vetro vengono utilizzati in balconi, terrazze e scale come barriera protettiva che offre al tempo stesso un’estetica pulita ed elegante.

La grande forza di queste strutture è proprio la trasparenza del materiale, che rende possibile valorizzare gli spazi interni e anche quelli esterni, assicurando una visuale ininterrotta sul panorama circostante.

Tuttavia, per garantire il giusto grado di sicurezza, lo spessore del vetro per parapetti deve rispettare quanto disposto dalla normativa in materia: il vetro, che può essere temperato o laminato, deve infatti risultare resistente agli urti, alle variazioni di temperatura e agli agenti atmosferici.

In questo articolo approfondiremo questo aspetto per capire come rispettare la legge e avere un prodotto di qualità.

Quali sono i requisiti dei parapetti in vetro in base alla normativa?

Le caratteristiche degli elementi strutturali e lo spessore del vetro per i parapetti sono stabilite dalla norma UNI 11673-1, ma bisogna tenere conto anche delle norme UNI 7697-1 e UNI 7697-2 per quanto riguarda le prove di resistenza e di carico.

In base a quanto stabilito, l’altezza dei parapetti deve essere di almeno:

  • 100 cm negli edifici pubblici e privati;
  • 90 cm negli spazi privati a uso secondario, come possono essere delle scale interne.

In base all’altezza e alla destinazione d’uso è possibile individuare lo spessore del vetro per parapetti più adatto. Gli spessori più comuni delle lastre di vetro sono:

  • 8+8 millimetri: è la soluzione maggiormente utilizzata, garantisce una buona resistenza e anche un’ottima resa estetica;
  • 10+10 millimetri: le lastre sono più resistenti e sicure, si adattano a parapetti posti molto in alto o che sono particolarmente esposti agli agenti atmosferici;
  • 12+12 millimetri: è lo spessore massimo che si può utilizzare per l’uso residenziale. Assicura livelli maggiori di resistenza e sicurezza; la sua scelta è solitamente determinata dal progetto edilizio.

Tali valori si riferiscono ai vetri stratificati, cioè composti da due o più lastre che sono unite tra loro da una pellicola interna. Quest'ultima rappresenta una garanzia in caso di rottura, perché eventuali frammenti vi aderiscono e non cadono accidentalmente.

Ecco dove acquistare parapetti in vetro di qualità

Se stai costruendo la tua abitazione da zero o vuoi realizzare una scala interna con un parapetto in vetro per abbellire la tua casa minimalista o di design, dovrai informarti anche se vi sono delle normative comunali che ne regolamentano l'installazione.

Per quanto riguarda la scelta dello spessore del vetro per parapetti, il consiglio è di rivolgerti a tecnici del settore che sappiano illustrarti quali lastre sono più indicate in base alle caratteristiche strutturali della tua casa e in considerazione della sua esposizione.

Rivolgendoti a StoreLab per l’acquisto dei prodotti puoi contare su un servizio di consulenza professionale: i nostri esperti verranno a casa tua per suggerirti le soluzioni più adatte.

Vorresti avere maggiori informazioni? Contattaci, il nostro staff è a tua disposizione!

Via il superfluo! Ecco alcuni consigli per avere una casa minimalista ordinata e funzionale

Pochi mobili dalle linee pulite, spazi aperti e luminosi, niente oggetti inutili: una casa minimalista è la perfetta espressione dell’ordine e della semplicità, è funzionale per chi vi abita e anche a livello estetico risulta gradevole e confortevole.

Se anche tu sei un amante dello stile minimal e hai deciso di fare spazio nella tua vita liberandoti di tutto il superfluo, ti bastano pochi accorgimenti per creare un ambiente che risponde perfettamente alle tue esigenze.

Puoi avere una casa minimalista se hai pochi metri quadrati a disposizione, o anche se ne hai molti; questo stile, infatti, ben si adatta ai diversi ambienti e ha anche molti vantaggi, a partire dal fatto che la casa è più semplice da pulire e da riordinare.

Vediamo quindi, all’atto pratico, cosa puoi fare per avere una casa minimal, elegante e funzionale.

7 consigli su come arredare casa minimal

Liberarti degli oggetti e del superfluo ti permette di concentrare le energie su aspetti della vita più importanti.

È questo uno dei principi cardine del minimalismo, insieme alla sensazione di calma e ordine che si mira a raggiungere. Ecco, quindi, alcune linee guida che possono esserti utili per progettare il design di una casa minimalista:

  1. Pochi mobili, ma scelti con cura: ogni mobile o complemento di arredo deve essere pratico, utile, poco ingombrante. Gli arredi devono essere posizionati possibilmente a ridosso delle pareti per lasciare spazio al centro della stanza e dare l'idea di ampiezza. I mobili più adatti si caratterizzano per le linee essenziali; perfetti sono quelli in stile scandinavo o in arte povera.
  2. Coerenza visiva: una casa minimalista è coerente nel suo complesso, sia a livello di colori che di arredi. Ogni stanza deve essere arredata in modo armonico rispetto alle altre, scegliendo mobili dello stesso stile e accostando tra loro pochi materiali.
  3. Colori neutri: per arredare una casa in stile minimal devi prestare attenzione anche alla scelta dei colori di pavimenti, porte, finestre, mobili e tessili. Puoi inserire una nota più accesa, ma in linea di massima è meglio optare per una palette di toni neutri come bianco, beige, marrone, a cui accostare magari una sfumatura verde o blu.
  4. Materiali naturali: l’accostamento dei materiali, come quello dei colori, non deve creare confusione, ma dare senso di ordine e calma. Sono preferibili i materiali naturali come vetro, legno, acciaio, cemento, marmo. Per i tessili sono invece ideali lino e cotone.
  5. Illuminazione: la luce è una componente fondamentale delle case minimaliste perché il buio riduce la percezione degli spazi. L’ideale sarebbe riuscire a massimizzare l’ingresso della luce naturale; nelle case dove questo è impossibile, meglio scegliere colori chiari per mobili, pareti e complementi e ricorrere alle lampade LED.
  6. Focus sui dettagli: non è detto che gli oggetti ornamentali debbano essere eliminati del tutto, meglio sceglierne pochi ma funzionali per l’estetica della casa, come una lampada particolare o un quadro d’autore.
  7. Porte e finestre: importantissimi sono i complementi di arredo come porte e finestre, che devono avere profili sottili per lasciare spazio alla superficie vetrata e consentire il maggiore ingresso di luce naturale, linee semplici e nessuna decorazione. Anche le maniglie devono risultare poco ingombranti. Colori e materiali devono richiamare lo stile scelto per gli arredi.

Dove trovare porte e finestre per una casa minimal?

Se stai effettuando una ristrutturazione in ottica minimal, puoi dotare la tua casa di nuovi complementi di arredo che rispecchino questo stile.

Presso lo showroom di StoreLab puoi trovare una vasta scelta di porte e finestre che possono fare al caso tuo.

Un esempio sono le porte a filo muro della Linea Essential, firmate dall’azienda Scrigno, che sono il perfetto risultato della fusione di qualità, tecnologia ed estetica.

Queste porte dal design elegante e raffinato scorrono filo muro fino alla scomparsa degli stipiti, riducendo al minimo l’ingombro quando sono aperte.

Nella versione Essential Battente Vetro Mirr sono disponibili con l’anta in vetro. Minimali, innovativi e versatili sono gli infissi in PVC Schüco Living che, oltre ad essere eleganti ed essenziali, assicurano ottime performance di tenuta e isolamento termico grazie alla presenza di tre guarnizioni e alla tecnologia a 7 camere.

Da noi puoi trovare una vasta scelta di modelli di porte a battente o scorrevoli e anche di finestre, disponibili in diversi materiali e colori, con ampie possibilità di personalizzazione.

Vieni a scoprirli dal vivo, oppure contattaci se vuoi avere maggiori informazioni!